La multinazionale ha dato la possibilità ai propri dipendenti di accedere ad azioni
La commissione nazionale per l’attuazione della legge 76/2025, in materia di partecipazione dei lavoratori, prosegue le sue attività, in vista della prossima presentazione della pagina dedicata sul sito del Cnel. L’organismo, all’interno del quale siedono i rappresentanti di Cisl, Ugl e altre sigle sindacali, ma non della Cgil e della Uil, sta definendo il regolamento per la raccolta e la valorizzazione degli accordi collettivi sottoscritti dalle parti o, in alternativa, delle iniziative attuate dalle singole imprese, senza il coinvolgimento del sindacato. In attesa del via libera formale, dal fronte del mondo del lavoro arrivano i numeri dell’adesione dei dipendenti di Leonardo alla proposta di azionariato promossa dalla multinazionale italiana. Nel complesso, in tutto il mondo, hanno aderito circa 11mila dipendenti, un risultato molto importante che evidenzia l’attenzione dei dipendenti a tale possibilità. Del resto, Leonardo è, fra le aziende nostrane, una di quelle con prospettive di crescita molto significative. A fronte di una stima iniziale di una adesione al 15%, in Italia si è raggiunto il 18%, mentre il livello massimo si è toccato in Gran Bretagna con il 35%. L’adesione media, considerando tutti gli stabilimenti, ad iniziare dagli Stati uniti e dalla Polonia, si è attestata al 22%. Il titolo, dai 45 euro iniziale, è ora intorno ai 60 euro, con margini potenziali di crescita.