di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Sul fronte della salute e sicurezza sul lavoro, l’anno appena passato è stato contrassegnato da una situazione ancora drammatica, come i dati Inail fotografano con chiarezza. I casi mortali denunciati nel 2025 sono stati, infatti, 1.093, in aumento dello 0,3% rispetto ai 1.090 registrati nel periodo gennaio-dicembre 2024. Di questi, 792 sul posto di lavoro, in calo, e 293 in itinere, con numeri, invece, in crescita. Ai quali aggiungere anche 8 studenti deceduti nell’ambito del percorso di alternanza scuola lavoro. Una tendenza che prosegue anche nel 2026, con oltre 70 incidenti mortali già registrati in un mese e poco più, e che conferma come, ad oggi, non si sia riusciti a incidere in modo strutturale su un fenomeno che continua a riproporsi con allarmante regolarità. L’analisi territoriale dei dati restituisce un quadro disomogeneo: gli infortuni mortali aumentano al Sud, dove i decessi passano da 181 a 187, e nel Nord-Est, da 164 a 167. Risultano in calo, invece, nelle Isole, dove scendono da 92 a 81, nel Nord-Ovest, da 205 a 203, e al Centro, da 155 a 154. Numeri che evidenziano come il tema della sicurezza sul lavoro resti fortemente condizionato dalle specificità produttive e organizzative dei territori, rendendo indispensabile un approccio mirato, basato su interventi differenziati. Guardando alle singole Regioni, emergono incrementi significativi in Veneto, dove si registrano 22 decessi in più, mentre Piemonte e Puglia segnano 14 casi aggiuntivi ciascuna. Seguono le Marche con +12 e la Liguria con +5. Sul fronte opposto, si rilevano cali importanti in Lombardia, -18, Lazio, -13, Sardegna, -9, Emilia-Romagna, -6, e nelle Province autonome di Trento e Bolzano, entrambe con una riduzione di 5 casi. Anche dove si registrano flessioni, però, il numero complessivo di casi mortali resta troppo elevato. Analizzando i dati in base ai settori produttivi, i decessi in Agricoltura aumentano da 102 a 106 e nelle Attività manifatturiere passano da 101 a 117, ma, oltre a questi settori particolarmente esposti a rischi, gli infortuni mortali crescono anche nell’ambito del Commercio, che segna un aumento: da 58 a 68 decessi. In un contesto simile, l’Ugl ribadisce la necessità di una svolta immediata, da realizzare attraverso maggiori controlli, un monitoraggio efficace fondato sull’incrocio delle banche dati disponibili e un investimento reale sulla cultura della sicurezza sul lavoro. È necessario superare un approccio diffuso, che vede nella formazione sulla sicurezza una pratica meramente burocratica, e rendere, invece, formazione e addestramento strumenti effettivi, centrali della prevenzione quotidiana. Solo consolidando in modo concreto l’alleanza tra istituzioni, imprese e sindacati, e assumendo la salute e la sicurezza sul lavoro come valore condiviso sarà possibile arrestare una spirale di infortuni mortali che resta inaccettabile per un Paese civile.