Il provvedimento è in attuazione della direttiva Ue 2023/970 contro il gap di genere

Per il testo ufficiale dello schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva Ue 2023/970 bisognerà attendere ancora qualche giorno, anche se, già ora, è possibile indicare quelli che saranno i punti salienti. Prima del passaggio in Consiglio dei ministri, peraltro, il Ministero del lavoro aveva incontrato i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e delle altre sigle sindacali e datoriali proprio per illustrare la bozza del provvedimento. La direttiva Ue 2023/970 è relativa alla parità e alla trasparenza retributiva, un tema sempre centrale, stante il persistere di gap di genere e generazionali. Il provvedimento dovrebbe essere composto da 16 articoli, fermo restando che anche il Parlamento può proporre modifiche o integrazioni al testo. Il principio di base è che il datore di lavoro deve rendere facilmente accessibili ai suoi dipendenti i criteri per determinare la retribuzione spettante. Il lavoratore, da parte propria, può chiedere chiarimenti sui livelli retributivi, con il datore che avrà sessanta giorni di tempo per rispondere, evidenziando la differenza per sesso e tenendo conto della mansione svolta. Il datore di lavoro deve essere in condizioni di poter rispondere anche alle eventuali richieste dell’Ispettorato nazionale del lavoro. I tempi di attuazione, però, sono ampi, in quanto si rimanda a giugno 2007 per le imprese con più di 150 dipendenti e al 2031 per tutte le altre.