Il vicepremier commenta così l’uscita dal partito del generale. E sul nodo cauzione per le manifestazioni: «Tema su cui entro fine legislatura puntiamo»

Un capitolo chiuso. In questo modo il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, mette la parola fine sull’affaire Vannacci. Ieri il generale ha annunciato la sua decisione di lasciare il Carroccio, per dare seguito al suo nuovo progetto politico, Futuro nazionale. «Per me il capitolo è chiuso. Ho la tessera della Lega dal ‘91, ne ho visti tanti che non hanno mantenuto la parola», ha affermato Salvini oggi in conferenza stampa alla Camera, dopo che già si era espresso al riguardo sui suoi canali social. «Per Vannacci dispiace umanamente, ma non preoccupa. La Lega è la Lega. C’è e oggi è più forte, le tessere sono aumentate da ieri a oggi. Non porto rancore, io mi tengo ben stretta la mia comunità». Ma non c’è solo il caso Vannacci – per cui si sono espressi nelle ultime ore anche altri esponenti leghisti, tra i quali Luca Zaia («La verità è che è stato un errore, perché l’epilogo lo ha confermato», ha detto durante il suo intervento a 24 Mattino su Radio 24) – a tenere banco. Il pacchetto sicurezza è adesso una delle priorità nell’agenda di governo. Per quanto riguarda la proposta di cauzione per i cortei, ipotesi emersa dopo i fatti di sabato scorso a Torino, Salvini ha sottolineato di non credere «che possa rientrare nel decreto sicurezza per il carattere di necessità e urgenza», ma – ha assicurato – «è uno dei temi su cui entro la fine della legislatura puntiamo».