di Francesco Paolo Capone
Non dovrebbe sfuggire a nessuno – tranne che a quelli che simili eventi li hanno bloccati o boicottati – l’importanza rappresentata dalle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, al via il prossimo venerdì.
Grazie anche a queste ultime, l’Italia potrà ulteriormente confermare la sua centralità, in particolare con la città di Milano, nel settore dei grandi eventi nello scenario europeo, secondo quanto rilevato per il 2024 da uno studio di Fondazione Fiera Milano e Aseri pubblicato oggi da Il Sole24Ore. L’Italia è al terzo posto, dopo Germania e Francia.
Nella collaborazione tra pubblico e privato, che in Lombardia rappresenta un vero e proprio modello, si colloca la capacità di attrarre simili eventi, di organizzarli con continuità e, in particolare, con efficienza. Un modello e un fattore strategico per lo sviluppo del Paese, perché acceleratore di sviluppo nonché di cultura. Un grande evento, quali sono le Olimpiadi invernali, devono assolutamente funzionare e lo possono soltanto con il contributo di tutte le parti in causa.
Per tali ragioni, già nel 2006, il 5 dicembre, in occasione delle Olimpiadi a Torino fu sottoscritto anche dalle organizzazioni sindacali un protocollo condiviso, su richiesta della Commissione di Garanzia sugli Scioperi, con l’obiettivo dichiarato di garantire il regolare svolgimento dei servizi di pubblica utilità. Operazione tentata anche per l’edizione 2026 delle Olimpiadi, sempre dalla Commissione di Garanzia, ma per ora senza successo.
Ovviamente, non esistono leggi o norme che possano obbligare le parti a sottoscrivere una qualsiasi intesa, ma, considerando tutti gli interessi in gioco, compresi quelli delle lavoratrici e dei lavoratori che o per un collegamento diretto o indiretto sono legati all’evento, bisognerebbe arrivare a capire che una tregua è più che mai necessaria. Per una ragione di immagine e di prestigio.
Sia chiaro, anche l’UGL di categoria nel settore dei Trasporti, ha proclamato degli scioperi e sia altrettanto chiaro che non sto invitando alcuno a cancellare le legittime vertenze in corso.
Il mio è “soltanto” l’appello di un sindacalista del buon senso, alla guida di una Organizzazione sindacale che fa della collaborazione e della partecipazione tra lavoro e impresa, quindi tra lavoratori e datori di lavoro, la sua cifra non soltanto stilistica ma identitaria.
Ritengo, quindi, che in un’occasione importante come le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 le organizzazioni sindacali di categoria siano chiamate a dare prova di responsabilità, attraverso una sospensione temporanea – ovviamente – degli scioperi. Una tregua, appunto, che consentirebbe il regolare svolgimento della manifestazione olimpica, garantendo i servizi di mobilità e sicurezza per atleti e spettatori. Si tratta, cioè, non di cancellare o di abbonare carenze e lacune da parte di un qualsiasi datore di lavoro, sia esso pubblico o privato, ma di conciliare le rivendicazioni dei lavoratori con l’esigenza di garantire servizi essenziali e preservare l’immagine internazionale della nostra Nazione.
Soltanto un sindacato votato alla mediazione, più che al conflitto, è in grado di capirlo?