Risultato superiore alle previsioni contenute negli impegni del Pnrr per il 2026
Un risultato andato ben oltre ogni più rosea previsione, con, peraltro, prospettive di crescita molto significative anche nei prossimi mesi. Sono quasi 9mila le imprese che hanno già ottenuto la certificazione di parità, a fronte di una ipotesi iniziale di 800 aziende entro la fine del 2026, un obiettivo indicato all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il riferimento è alla legge 125/2022, introdotta proprio a sostegno della parità di genere nei luoghi di lavoro nell’ambito delle iniziative finanziate con il Pnrr. Se è vero che, in questa fase, ha inciso positivamente il riconoscimento di sgravi fiscali e contributivi come pure il riconoscimento di punteggi aggiuntivi negli avvisi di gara pubblici, è per vero che l’attenzione delle imprese è andata oggettivamente crescendo, per cui è facile ipotizzare una ulteriore crescita delle certificazioni. Lo strumento serve a misurare l’impegno delle imprese sul perseguimento degli obiettivi di parità non in astratto, ma sulla base di precisi indicatori, come, ad esempio, l’incremento della presenza femminile ai vertici o la riduzione del differenziale salariale. L’aspetto molto significativo della certificazione è che si tratta di uno strumento dinamico, soggetto a monitoraggio costante, per cui le imprese sono tenute a proseguire il percorso avviato, sapendo che decorsi tre anni ci sarà una verifica sul mantenimento dei requisiti.