Dopo gli scontri e gli incidenti a Torino, verso un “pacchetto” di norme in settimana. In via di misure già discusse nel CdM del 20 gennaio. Da Palazzo Chigi e Meloni «appello alle opposizioni per collaborazione istituzionale»

Il governo da oggi ha iniziato un percorso per dare un’accelerazione e una stretta alle norme in materia di sicurezza. Dopo la riunione di governo, svoltasi stamattina, «sui gravissimi fatti che hanno devastato Torino e che hanno portato alle ignobili aggressioni nei confronti delle Forze dell’Ordine», martedì, cioè domani, si svolgerà la discussione in Aula attraverso una mozione del centrodestra che potrebbe contenere gli elementi del pacchetto sicurezza da portare sul tavolo del Consiglio dei Ministri già mercoledì e accelerare, così, un cambiamento, molto atteso. Non è soltanto un decreto, ciò che ha in mente l’esecutivo, ma un vero e proprio pacchetto sulla sicurezza che dovrebbe essere composto da un decreto-legge e da un disegno di legge. L’idea è quella di introdurre misure che vadano a intervenire sull’ordine pubblico, sulle manifestazioni, sulla criminalità giovanile e sull’immigrazione. Si parla di “fermo preventivo” prima delle manifestazioni, con il ministro dell’Interno Piantedosi che lo propone di 12 ore, mentre il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, addirittura di 48. Altra misura che ha suscitato molte critiche, da alcune organizzazioni sindacali, l’obbligo di cauzione, proposto dalla Lega, ovvero l’obbligo per gli organizzatori di una manifestazione di piazza di versare anticipatamente una somma nel caso l’evento degeneri in violenza creando danni e rischi per cittadini e beni pubblici. Contro la violenza minorile, in via di arrivo il divieto di porto di coltello. In materia di immigrazione, stop all’accoglienza per chi delinque compresi i minori, stop ai ricongiungimenti familiari facili. Dovrebbe esserci anche il capitolo su norme come quella che prevede lo sgombero di tutti gli immobili occupati abusivamente, non solo della prima casa. Infine, ma non ultimo, il cosiddetto scudo per agenti e cittadini ovvero la tutela processuale per evitare l’automatica iscrizione nel registro degli indagati quando l’uso delle armi o della forza avviene per legittima difesa o stato di necessità. Al termine della riunione di oggi, in una nota il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il governo hanno ribadito «il pieno sostegno alle forze dell’ordine» e, in questa delicata fase, anche alla luce delle dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, intendono rivolgere «all’opposizione un appello a una stretta collaborazione istituzionale».