Il vicepremier ha incontrato il presidente della Regione Siciliana e gli imprenditori locali: «I cento milioni già assegnati sono per interventi di prima necessità»
«I cento milioni già assegnati sono per interventi di prima necessità. Lo Stato farà molto, ma molto di più. Bisogna calcolare i danni e vedere dove bisogna intervenire. Sarà fatto un decreto che riguarda gli aiuti da dare alla regione Sicilia, alla regione Calabria, alla regione Sardegna, lo approveremo in tempi rapidi». Le rassicurazioni arrivano dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, oggi a Palermo, dove ha incontrato a Palazzo d’Orléans il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e gli imprenditori locali, colpiti dal maltempo che ha provocato ingenti danni in molte aree del Mezzogiorno. L’obiettivo è «presentare una serie di iniziative che intendiamo trasformare in aiuti concreti alle imprese siciliane colpite dalle alluvioni», per fare in modo «che i ristori possano essere anche assegnati in tempi brevissimi», ha aggiunto Tajani. «Il governo – ha poi proseguito – seguirà attentamente, siamo qui a disposizione non soltanto nei giorni in cui ci sono i riflettori accesi sul disastro naturale». In conferenza stampa, Tajani è intervenuto, dopo i fatti di Torino, anche sul tema della sicurezza – al vertice di Palazzo Chigi di questa mattina ha partecipato in collegamento proprio da Palermo –, sostenendo «che si debba impedire ai più violenti di andare alle manifestazioni», come «si impedisce agli ultrà violenti di andare allo stadio e così bisogna impedire agli ultrà politici violenti di partecipare a manifestazioni per garantire la sicurezza dei cittadini, dei beni, dei commercianti e dei carabinieri poliziotti e finanzieri ai quali va ancora la nostra solidarietà». «Certamente – ha sottolineato il vicepremier – bisogna garantire la libertà di manifestazione, perché questa è fuori discussione», ma «dobbiamo impedire, con anche delle norme adeguate, come è successo con gli ultrà degli stadi, così bisogna farlo con gli estremisti più violenti».