Le parole del Guardasigilli all’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione
«Non intendo in questa sede dilungarmi sui contenuti, sento però il dovere istituzionale di ribadire con chiarezza e fermezza che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l’indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile». Con queste parole, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha risposto alle preoccupazioni in merito espresse da Pasquale D’Ascola, primo presidente della Corte di Cassazione, che ha aperto i lavori all’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione. Alla cerimonia hanno preso parte anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso. «L’attribuzione al legislatore di un’intenzione di sottoporre la magistratura al potere esecutivo è null’altro che una grossolana manipolazione divinatoria di una realtà immaginaria», ha poi ribadito il ministro durante il suo intervento. Quanto al referendum del 22-23 marzo, ha aggiunto Nordio, in caso di vittoria del No «resteremo fermi al nostro posto, rispettandone la decisione» e in caso di vittoria del Sì, «inizieremo il giorno successivo un dialogo con la magistratura, con il mondo accademico e con l’avvocatura per elaborare le necessarie norme attuative». Il Guardasigilli ha inoltre auspicato che il dibattito sulla riforma della separazione delle carriere «si mantenga nei limiti della razionalità, della pacatezza e della continenza».