Tutta l’Italia si stringe attorno alla città ferita dalla frana lunga 4 km. Il paese scivola ancora. «Come per tutte le calamità c’è una sospensione delle rate di mutuo»

Tutta l’Italia è con il fiato sospeso per Niscemi. La frana «è ancora attiva ed è proprio per questo che la fascia di rispetto dei 150 metri, a mano a mano che il fronte di frana continua a cadere, arretra verso il centro cittadino. Questa fascia di rispetto di carattere precauzionale arretra ogni qual volta il coronamento della frana entra dentro la città», ha detto il capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano. I cittadini fuori dalla zona rossa, ha assicurato Ciciliano, non dovranno lasciare le proprie case: «Il centro di Niscemi, anche se costruito sulla piana, è assolutamente in zona sicura». All’indomani del sopralluogo a sorpresa effettuato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel cuore di Niscemi, ferita da una frana lunga quattro chilometri che ha lasciato 1500 persone senza casa, con un’area di 50 metri dal precipizio dove non entrano neanche i soccorritori, la situazione è sicuramente sotto osservazione – così come non lo è stata in precedenza – ma ancora molto difficile. «Non si ripeterà quello che è successo per la frana del 1997. Il governo agirà in maniera celere», ha detto la premier al sindaco di Niscemi, in un viaggio durato circa un’ora, dove non ha però incontrato cittadini e giornalisti. Perché in effetti quello che è accaduto a Niscemi non dipende dal maltempo, che è soltanto una concausa. Infatti, è stata aperta un’indagine per disastro colposo e danneggiamento sulla frana dalla Procura di Gela, coordinata da Salvatore Vella. Stessa mossa dopo il ’97, quando un’altra frana si aprì nel centro storico, e che si concluse con l’assoluzione di tutti gli imputati. Ora bisogna accertare cosa sia stato fatto negli ultimi 30 anni in un terreno che è rischio geologico di massimo livello (R4) dal 2007 e zona di continui smottamenti, tanto che nel 2019 fu necessario chiudere una delle tre strade provinciali che conducono al paese. «Come per tutte le calamità naturalmente c’è una sospensione, non un esonero, una sospensione del pagamento delle rate di mutuo, di ogni altra obbligazione, e poi stiamo lavorando con la collega Calderone anche per individuare quali e quanti ammortizzatori servono per quelle aziende, per sollevare quelle aziende che dovrebbero pagare i contributi per i dipendenti e che in questo contesto non potrebbero farlo perché inattive e non operative. Alcune misure credo che siano già alla firma del Dipartimento di Protezione Civile, quindi parliamo di ore, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge ed è uno dei temi che affronteremo oggi pomeriggio al Consiglio dei ministri», ha spiegato Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e per le politiche del mare, a Rtl 102.5 in merito alla situazione a Niscemi. «Per Niscemi il denaro è già nel bilancio del dipartimento ricostruzione e se non dovessero bastare il Governo sarebbe nelle condizioni di poter recuperare altri fondi. Però bisogna capire quanto serve», ha aggiunto.