Nella notte, nuovi raid russi su Odessa e Kiev

I negoziati tra Kiev e Mosca orchestrati dagli Stati Uniti sono in una fase embrionale, ancora lontana da eventuali risultati. Il confronto diretto tra le delegazioni russe e ucraine rappresenta uno sviluppo positivo, nel processo che punta a chiudere una guerra iniziata nel 2014 e degenerata con l’invasione su larga scala nel 2022. Potrebbe non essere l’unico, però. Intervistato da “European Pravda”, il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha ribadito che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è pronto a incontrare il leader del Cremlino, Vladimir Putin. «La questione non è nuova per noi: è stata discussa più volte durante le conversazioni telefoniche» tra Putin e il presidente degli Usa, Donald Trump, ha commentato il diplomatico e stretto consigliere del presidente russo, Yuri Ushakov, a Rossiya-1. I messaggi che provengono dal Cremlino assicurano la disponibilità al dialogo: «La Russia rimane aperta al processo negoziale», ha detto il portavoce russo, Dmitri Peskov, precisando che «tutto dipenderà dall’approccio costruttivo degli interlocutori». Sul campo, però, Mosca appare andare in tutt’altra direzione. Anche questa notte, i raid russi hanno colpito Odessa, i sobborghi di Kiev e altre regioni ucraine. Tra i target degli attacchi, oltre ad alcune strutture civili, ci sono anche le infrastrutture energetiche ucraine, che sono state colpite ripetutamente, causando enormi disagi alla popolazione, costretta a fare i conti con temperature rigidissime che scendono anche fino a meno 20 gradi.