Lo rivela l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica
Gli italiani stanno progressivamente abbandonando l’uso del dialetto. Lo rivela l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, osservando che quasi una persona su due (48,4%) «parla solo o prevalentemente italiano in tutti i contesti relazionali», in aumento rispetto al 2015, quando la quota si fermava al 40,6%. «Negli ultimi anni il quadro linguistico del Paese si è evoluto verso una crescente diffusione della lingua italiana a scapito dell’uso dei dialetti», registra l’Istat, riportando alcuni dati che consentono di comprendere meglio il fenomeno: in circa quarant’anni in Italia l’uso «esclusivo o prevalente» del dialetto in famiglia si è ridotto di oltre due terzi, dal 32% nel 1988 al 9,6% nel 2024. Anche sul luogo di lavoro si utilizza sempre più l’italiano (dal 77,5% del 2015 all’81,1% del 2024) e sempre meno il dialetto, sia in modo esclusivo (dal 3,4% all’1,9%) sia combinato con l’italiano (dal 15,8% al 12,8%). Cresce, contestualmente, la diffusione delle lingue straniere – sette persone su dieci dichiarano di conoscere almeno una lingua straniera (+9,4% rispetto al 2015) -, «seppur ancora limitata nei livelli di conoscenza»: oltre la metà della popolazione (56,2%) dichiara un livello al massimo sufficiente della lingua straniera che conosce meglio. L’inglese si conferma la lingua straniera più diffusa (58,6%), seguita dal francese (33,7%) e dallo spagnolo (16,9%).