Più richieste nel settore domestico, mentre posti vuoti in agricoltura e turismo

Si è ridotto sensibilmente il gap fra le domande presentate e i posti effettivamente disponibili. È questo, in sintesi, l’elemento che emerge con maggiore impatto dall’analisi dei numeri relativi al decreto flussi per l’ingresso di lavoratori e lavoratrici stranieri nel nostro Paese, con riferimento all’anno in corso. Come si ricorderà, già a dicembre del 2024, il governo aveva anticipato ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e delle associazioni datoriali la volontà di procedere ad un cambio di strategia. Fra le motivazioni di questa decisione, anche le numerose indagini avviate dalla Guardia di finanza e dalle altre forze di polizia che avevano portato alla scoperta di vere e proprie centrali di falsi permessi di ingresso. Tornando ai numeri, le domande precompilate sono state poco più di 194mila a fronte di quasi 165mila posti disponibili. Nei fatti, lo scostamento è interamente imputabile alle domande per l’assunzione di colf e badanti. A fronte di 13.600 posti disponibili, sono infatti pervenute poco meno di 49mila istanze. Parte di queste istanze potrebbero essere coperte con la quota aggiuntiva di 10mila unità riservata all’assistenza di anziani non autosufficienti di almeno 80 anni di età. Restano invece posti vuoti nel lavoro stagionale subordinato, relativo all’agricoltura e al turismo. La differenza fra istanze presentate e posti previsti per il 2026 è superiore alle ventimila unità.