Saldo positivo per 57mila unità, in calo le cessazioni d’attività

Il 2025 si è chiuso con una nota positiva per il tessuto produttivo italiano: il saldo tra aperture e chiusure di imprese si è attestato in positivo per 56.600 unità, con un aumento di quasi l’1% dello stock di imprese esistenti contro il +0,6% del 2024 e il +0,7% dell’anno prima. È quanto emerge dagli ultimi dati Movimprese, elaborati da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio, secondo i quali «a determinare questo rafforzamento della base produttiva è stata la combinazione tra una sostanziale tenuta delle nuove iscrizioni (323.533 unità, in linea con il 2024) e, soprattutto, una significativa contrazione delle cessazioni di attività esistenti, scese a 266.934 unità (-6,7% rispetto all’anno precedente)». Di conseguenza, le imprese registrate ad oggi in Italia è pari a 5.849.524 unità. «La significativa riduzione delle cessazioni registrata nel 2025 – ha spiegato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete – rappresenta un segnale concreto della capacità di tenuta e di resilienza del sistema produttivo nazionale». I dati Movimprese, ha aggiunto, «confermano il progressivo ridimensionamento di alcuni settori tradizionali, a partire da agricoltura e manifattura, e il rafforzamento dell’economia dei servizi, in particolare di quelli finanziari, professionali e di supporto alle imprese, sempre più centrali nell’accompagnare i percorsi di sviluppo, innovazione e crescita del tessuto imprenditoriale». L’agricoltura, infatti, ha perso oltre ottomila imprese (-1,2%), il commercio quasi diecimila (-0,7%) e la manifattura quasi quattromila (-0,8%).