Asse Meloni-Merz: strategia comune su competitività, industria e difesa
Un summit di grande importanza è iniziato oggi e proseguirà fino a domani, a Roma, a Villa Doria Pamphilj. Si tratta di una riunione intergovernativa che dovrà portare alla firma di intese mirate a consolidare la cooperazione strategica avviata negli ultimi anni. È un passaggio che, nelle intenzioni, aggiorna la cornice del Piano d’azione congiunto e mira a trasformare la storica interdipendenza economica in una regia politica più stabile, capace di pesare nei dossier europei che contano: regole industriali, energia, commercio estero, difesa. Dal vertice di Davos, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, aveva indicato l’elaborazione congiunta con il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, di un pacchetto di “nuove idee” per riformare il funzionamento delle istituzioni europee, incluso un “freno di emergenza” contro l’eccesso di burocrazia che, secondo Berlino, ha finito per frenare crescita e investimenti. In questa linea si inserisce anche il documento congiunto italo-tedesco in vista del Consiglio europeo del 12 febbraio, dedicato proprio alla competitività.
Un vertice che si sta svolgendo in un contesto molto particolare e instabile sia dal punto di vista degli equilibri interni all’Ue sia rispetto ai rapporti tra Ue e resto del mondo. A maggior ragione, Il vertice intergovernativo tra Italia e Germania, che ha previsto, ovviamente, un incontro tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz, non è una semplicemente un’occasione diplomatica, ma segna la necessità di riassetto degli equilibri europei e di una cooperazione sempre più stretta tra Roma e Berlino. Basta guardare ai numeri: dopo aver toccato il record di 167,2 miliardi di euro nel 2022, l’interscambio commerciale tra Italia e Germania si è attestato nel 2024 a 153,7 miliardi (-5,5% rispetto al 2023). Le esportazioni italiane verso il mercato tedesco hanno raggiunto i 70,5 miliardi di euro (-5,6%), mentre le importazioni si sono attestate a 83,1 miliardi (-5,3%). Ne risulta un saldo commerciale negativo pari a -12,6 miliardi di euro. Nel periodo gennaio-novembre 2025 l’interscambio tra Italia e Germania ha raggiunto i 146,3 miliardi di euro, registrando un incremento del +2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con 67,5 miliardi di euro, la Germania si conferma il principale mercato di destinazione delle esportazioni italiane, che nei primi undici mesi del 2025 sono cresciute anch’esse del +2,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. «Siamo le due più importanti realtà industriali dell’UE e abbiamo il dovere di favorire una politica industriale per la crescita, per la produttività e la politica commerciale. Ecco perché sia l’Italia che la Germania hanno approvato il Mercosur che per l’Italia porterà un incremento di 14 miliardi al nostro export», ha dichiarato oggi il vice premiere e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sottolineando l’importanza dell’Europa per i due Paesi. Si sono svolti anche incontri bilaterali, come quello tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e il ministro dei Trasporti tedesco, Patrick Schnieder. Al centro del colloquio, il pacchetto automotive presentato dalla Commissione Ue, il ruolo delle grandi infrastrutture come strumento per fronteggiare la crescente instabilità geopolitica e la forte integrazione tra imprese italiane e tedesche nel settore dei trasporti. Inoltre, «c’è bisogno di recuperare competitività per contrastare un fenomeno importante che è l’Oriente, soprattutto la Cina», secondo il presidente ICE (l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), Matteo Zoppas, a margine del Business Forum Italia-Germania.
CONFAPI-BVMW. Appello da Pmi italiane e tedesche
«Meloni e Merz dimostrino unità e agiscano a livello nazionale e UE per salvaguardare la ricchezza comune dei due maggiori sistemi manifatturieri d’Europa, rappresentati da piccole e medie industrie private italiane e dal Mittelstand tedesco»