Al centro delle discussioni il dossier Groenlandia. Sul “board of peace”: «Problema di incompatibilità costituzionale, ma posizione Italia di apertura»
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parteciperà questa sera a Bruxelles alla riunione informale dei capi di Stato e di governo del Consiglio europeo. Al centro del vertice il dossier Groenlandia, nonostante i recenti sviluppi avvenuti a Davos. Ieri, infatti, il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato il quadro di un futuro accordo con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Una situazione che ha avuto come primo effetto quello di ritirare i dazi nei confronti di alcuni paesi europei, altrimenti previsti per febbraio. «Accolgo con favore l’annuncio del presidente Trump di sospendere l’imposizione dei dazi prevista per il 1° febbraio nei confronti di alcuni Stati europei – il commento di Meloni, affidato a una nota di Palazzo Chigi diffusa ieri sera –. Come l’Italia ha sempre sostenuto, è fondamentale continuare a favorire il dialogo tra Nazioni alleate». Il governo, dunque, prosegue nella linea del dialogo e della comprensione reciproca tra le due sponde dell’Atlantico. Stesso approccio utilizzato nel merito sul “Board of Peace”, istituito da Trump a Davos. Sul tema, ha spiegato ieri Meloni ospite della puntata per i 30 anni di Porta a Porta, «la posizione dell’Italia è di apertura», perché «può giocare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella costruzione della prospettiva dei due Stati e poi in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell’Italia e dell’Europa quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante». Tuttavia è emerso «un problema costituzionale», per cui al riguardo, con il Quirinale, si era parlato di «massima consonanza», in quanto «dalla lettura dello statuto è emerso che ci sono alcuni elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione, questo non ci consente di firmare sicuramente domani (oggi, ndr), però ci serve più tempo». «C’è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura», le parole di Meloni.