di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Il tema della sicurezza è al centro del dibattito, non solo politico, ma anche pubblico, come evidenzia un articolo del Giornale che tratta del “pacchetto sicurezza” al quale sta lavorando il Consiglio dei Ministri: il nuovo intervento del Governo riguarda, infatti, un problema molto sentito dalla cittadinanza e incontra già il favore di una larga maggioranza degli italiani, tra il 60 e il 70%, in base a un sondaggio Noto, riportato dal quotidiano. È un dato che non può essere ignorato. Un consenso così ampio segnala un bisogno diffuso di sicurezza, intesa non solo come contrasto ai reati di maggiore allarme sociale, ma come condizione essenziale per la coesione civile e per la qualità della vita quotidiana. Le percentuali, che sottintendono un’approvazione bipartisan, attestano poi il fatto che la sicurezza non è un tema ideologico, ma un presupposto concreto per l’esercizio delle libertà individuali e collettive di tutta la cittadinanza. La stretta sulle armi da taglio, il rafforzamento delle “zone rosse”, il contrasto alle baby gang ed alle bande di borseggiatori, una maggiore presenza dello Stato nei territori, con regole chiare, capaci di prevenire situazioni di degrado e insicurezza diffusa e garantire pene maggiormente efficaci e certe, rispondono a una domanda di tutela che attraversa l’intera società. Dal punto di vista dell’Ugl, è fondamentale sottolineare il nesso profondo tra sicurezza e lavoro. Non esiste lavoro dignitoso senza sicurezza e senza la tutela di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali al Paese. Pensiamo, in primis, ai lavoratori delle Forze dell’Ordine, ma anche a quelli della Sanità, troppo spesso esposti ad aggressioni nei pronto soccorso e nei reparti; al personale del Trasporto Pubblico, vittima di violenze e minacce durante il servizio; al mondo della Scuola, dove docenti e operatori affrontano crescenti episodi di intimidazione e conflittualità, come purtroppo testimoniano i recenti casi di cronaca. Casi emblematici che dimostrano come il tema della sicurezza non sia astratto, ma incida direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla tenuta del patto sociale, perché, poi, oltre a questi lavoratori esposti in modo particolare, tutta la cittadinanza risente di questo clima, tutti coloro che, come utenti, frequentano ospedali, stazioni, scuole, che vivono nelle nostre città e che hanno bisogno di recuperare serenità e fiducia nel vivere gli spazi pubblici. Una sfida che il Paese è chiamato ad affrontare con serietà ed ora, infatti, il Governo, sta lavorando per costruire un impianto normativo solido, rispettoso delle prerogative costituzionali e in grado di reggere nel tempo, per rafforzare la legalità. Un approccio condivisibile, perché solo in un contesto sicuro è possibile garantire i diritti dei cittadini, promuovere lo sviluppo economico, l’occupazione di qualità e mantenere la coesione sociale.