La relazione del ministro alla Camera. Approvata la risoluzione di maggioranza sulla riforma

«Deve essere chiaro che la riforma della giustizia, che mira ad attuare una rivoluzione processuale di 40 anni fa, non è né contro la magistratura, né contro l’opposizione, né contro nessuno. Ma vi sono stati moltissimi esponenti lontani dalla nostra posizione politica che si sono schierati a favore. Un membro dell’opposizione, l’onorevole Bettini, ha detto che sarebbe stato favorevole, ma poiché questo è un voto politico che sarà pro o contro Meloni, lui voterà contro». Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, si è espresso in questi termini durante la sua relazione sulla giustizia alla Camera, prima del voto dell’Aula, che ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla riforma (bocciati, invece, i documenti presentati dalle opposizioni). Il testo, tra le altre cose, impegna il governo ad «adottare i necessari atti legislativi per dare effettiva e concreta esecuzione alla riforma costituzionale nei tempi previsti dalla stessa». «I suicidi in carcere – è stato uno dei temi toccati dal guardasigilli durante il suo intervento in Aula – sono un “fardello di dolore” come ho detto tante volte. È un fallimento da parte dello Stato quando avvengono questi suicidi». Però «il trend si è invertito», ha osservato Nordio. «Nel 2025 il fenomeno dei suicidi in carcere ha continuato a manifestarsi con numeri che, pur in calo del 10%, hanno imposto riflessione e determinata azione con uno specifico Piano di prevenzione e contrasto». «Riguardo al reinserimento sociale – ha poi aggiunto il ministro –, il lavoro all’esterno è complessivamente cresciuto del 15%, passando da 1.860 a 2.135 unità».