I sindacati in Parlamento: il provvedimento è condivisibile in molti punti

Si è tenuta nella giornata odierna l’audizione dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb sul decreto-legge 200/2025, meglio conosciuto come decreto Milleproroghe 2026. Si tratta del tradizionale provvedimento che il Governo in carica presenta alla fine dell’anno per dare seguito ad un pacchetto di misure che, altrimenti, senza proroga dei termini di scadenza terminerebbero entro il 31 dicembre. Le sigle sindacali, pur con delle differenze di non poco conto, legano il provvedimento urgente alle difficoltà strutturali della nostra pubblica amministrazione che sconta lunghi periodi di mancati investimenti sugli organici e sull’ammodernamento delle strutture e delle procedure. In molti casi, peraltro, la necessità di prorogare le scadenze derivano dal rimando alla normazione di secondo livello contenuta nelle leggi approvate dal Parlamento. Soltanto nell’ultima legge di bilancio, ad esempio, vi sono 107 rimandi a decreti attuativi. Tornando al decreto-legge 200/2025, esso consta di diciassette articoli. Fra le misure previste, vi sono un paio di proroghe riferite ai livelli essenziali delle prestazioni. Si tratta di un tema di fondamentale importanza nell’ottica dell’attuazione delle disposizioni legate alla disabilità, alla non autosufficienza e, più in generale, sulle politiche sociali e sanitarie. Previste anche alcune proroghe in materia di lavoro.