Il presidente del Consiglio commenta i dati della CGIA di Mestre: «La pressione fiscale aumenta perché è cresciuta l’occupazione e sono aumentati i salari»
Il decreto sicurezza è atteso la prossima settimana. La conferma è arrivata questa mattina direttamente dal vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a margine del cantiere Pnrr nel comparto R5 di Tor Bella Monaca a Roma. Sul tema le agenzie di stampa hanno riferito di una riunione dell’esecutivo a Palazzo Chigi, prima del Consiglio dei ministri convocato nel pomeriggio di oggi, come già era stato preannunciato dal premier Giorgia Meloni durante la sua missione in Asia. Non solo sicurezza. Il presidente del Consiglio, al rientro dal viaggio che l’ha vista impegnata anche in Uzbekistan, dove ha incontrato il presidente Shavkat Mirziyoyev, ha voluto anche commentare i dati della CGIA di Mestre diffusi qualche giorno fa sul fisco. Un’occasione, ha sottolineato, per «capire meglio cosa sta accadendo sul fronte del fisco in Italia da quando siamo al governo». «Negli ultimi anni – ha dunque osservato il premier su X – le famiglie italiane hanno pagato meno tasse, il carico fiscale sui nuclei familiari si è ridotto di oltre 33 miliardi. Nelle ultime quattro Leggi di Bilancio, ovvero quelle varate dal governo Meloni, sono state previste importanti misure che hanno favorito questo risultato, che vanno dal taglio del cuneo fiscale all’innalzamento della soglia della flat tax per i lavoratori autonomi». «Allo stesso tempo – ha proseguito Meloni nella sua analisi –, viene anche confermato quanto ho sostenuto io stessa in Parlamento nei mesi scorsi, rispondendo a qualche strumentalizzazione dell’opposizione: secondo l’Ufficio studi della CGIA, infatti, la pressione fiscale complessiva risulta in aumento, non perché vengono colpiti redditi medio-bassi, ma banalmente perché in questi anni è cresciuta l’occupazione, sono aumentati i salari e di conseguenza anche le entrate contributive e fiscali dello Stato. Inoltre, una quota maggiore di gettito è stata richiesta a grandi imprese, banche e assicurazioni. In concreto – ha perciò concluso il presidente del Consiglio –, tutto questo significa meno tasse su lavoro e famiglie, più reddito disponibile in busta paga e maggiore sostegno al potere d’acquisto, mantenendo i conti pubblici in equilibrio».