Italia frena rappresaglie Ue contro Usa
Secondo il Financial Times l’UE sta pensando in queste ore a misure di ritorsione per dare ai leader europei maggiore peso negli incontri con il presidente degli Stati Uniti al World Economic Forum di Davos, in via di inaugurazione. Dopo l’esercitazione “Arctic Endurance” voluta da Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, UK mirata a «difendere la nostra sovranità» ovvero, hanno spiegato con grande difficoltà gli 8 Paesi, non a «minacciare» qualcuno – cioè gli Usa a causa delle loro mire espansionistiche sulla Groenlandia – ma a esprimere «piena solidarietà al Regno di Danimarca e al popolo della Groenlandia», è arrivata, puntuale, la risposta americana: dazi del 10% dal 1° febbraio sugli 8 Paesi con incremento al 25% dal 1° giugno. Se l’UE non brilla per risposte immediate, altrettanto non fanno quei singoli otto Stati dimostrando scarse capacità diplomatiche visto che, pur spiegandosi, hanno scatenato ritorsioni. Dura di comprendonio, la Francia ha chiesto all’UE di reagire alle mosse USA utilizzando il “meccanismo di anticoercizione” mai utilizzato dalla sua nascita avvenuta nel 2023. Si tratta di strumento che utilizza come “armi” restrizioni agli investimenti e limiti alle esportazioni di servizi. Secondo il Financial Times, la rappresaglia UE potrebbe arrivare con tasse doganali per un valore di 93 miliardi di euro o con l’esclusione delle aziende americane dal mercato dell’Unione. È, a questo punto, essenziale che l’UE faccia sentire la propria voce e i propri confini. Ma bisogna vedere come. «Sto lavorando per cercare da parte mia di abbassare la tensione e tornare a dialogare», ha detto il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni. È contraria sia alle esercitazioni sia al meccanismo di anticoercizione e convinta che «la strada giusta non sia quella di discutere tra di noi, ma sia quella di lavorare insieme per rispondere a una preoccupazione che ci coinvolge tutti». Infatti tutte le mosse europee in ordine sparso, non hanno fatto altro che irrigidire Trump, il quale, oggi ha inviato una lettera al primo ministro della Norvegia, Jonas Gahr Store, rivelata da Sky News, nella quale ha scritto «considerando che il vostro Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre in più, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla Pace, anche se sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d’America». Qui ci vuole diplomazia in nome di ciò che è buono e giusto per tutta l’UE.
I mali estremi: “Meccanismo di anticoercizione”, dazi e mercati
«Per rispondere alle aggressioni economiche e alle pratiche commerciali sleali compiute da potenze extra-europee l’UE sta introducendo un meccanismo anti-coercizione», è scritto sul sito dell’europarlamento. L’Europa avverte il bisogno di un «nuovo strumento» per affrontare i crescenti conflitti commerciali, visto che «talvolta i Paesi ricorrono alle restrizioni commerciali come ricatto» e «la frequenza con la quale tali fenomeni si stanno verificando, ha reso indispensabili misure aggiuntive». Lo scopo è «agire da deterrente, consentendo all’UE di risolvere i conflitti commerciali attraverso la diplomazia». Ma la materia è delicata e incandescente.
Infatti, oggi le tensioni tra Stati Uniti e Ue, dopo l’annuncio di Trump di nuovi dazi legati alla vicenda della Groenlandia, si sono scaricate direttamente sulle Borse europee. Stamattina erano in territorio negativo Milano (-1,8%), Parigi (-1,5%), Francoforte (-1,4%), Madrid (-0,9%) e Londra (-0,6%). Sotto tensione i titoli relativi a auto, lusso e tecnologia. Così anche continua la corsa dei beni rifugio: se l’oro ha guadagnato l’1,4% a 4.665 dollari all’oncia, l’argento è salito a 93,20 dollari (+2,9%). Sul fronte valutario il dollaro si è indebolito rispetto alle principali valute e, così, l’Euro è salito a 1,1623 sul biglietto verde. Tutto si lega.