Si tiene delle condizioni dell’assistito e del tempo dedicato da colui che assiste
L’articolo 2 chiarisce cosa si intende per caregiver familiare al fine dell’applicazione della presente legge. Il caregiver familiare è persona maggiorenne che assiste e si prende cura del figlio o di un altro parente entro il secondo grado, del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile o del convivente di fatto, di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dalla legge 104/1992, di un parente entro il terzo grado. La persona assistita deve trovarsi in una o più condizioni fra le quattro seguenti: disabilità (articolo 3, comma 3, della legge 104/); titolare di indennità di accompagnamento (articolo 1 della legge 18/1980); condizione di non autosufficienza (articolo 5, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 62/2024, o da certificazione); condizione di non autosufficienza (articolo 2, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 29/2024, o da certificazioni preesistenti). Il caregiver accompagna la persona assistita nelle attività della vita quotidiana, tenendo conto del Progetto di vita (articolo 18 del decreto legislativo 62/2024), del Progetto di assistenza individualizzato – Pai (articolo 27 del decreto legislativo 29/2024) n. 29, o degli ulteriori piani di intervento previsti a legislazione vigente. Il comma 3 dell’articolo 2 chiarisce che la funzione di caregiver familiare è compatibile con lo svolgimento di attività assistenziale retribuita nei confronti della medesima persona assistita. Per ciascuna persona assistita, possono esserci anche più caregiver familiari, sempre conviventi; i genitori sono sempre caregiver del figlio. Il comma 5 distingue quattro profili in base alle ore settimanali: caregiver familiare prevalente convivente, con un carico di almeno novantuno ore; caregiver familiare convivente con un carico fra trenta ore e novantuno ore; caregiver familiare non convivente con un carico di almeno trenta ore; caregiver familiare convivente o non convivente con un carico fra dieci e meno di trenta. Il carico assistenziale è sempre attestato.