La ministra Calderone spiega i pilastri del provvedimento appena varato
La ministra del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, conferma pubblicamente quanto già più volte espresso in maniera formale e informale nei vari incontri che la stessa ministra ha avuto con i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e delle altre sigle sindacali e datoriali. «Le Linee guida sui fondi interprofessionali – osserva Marina Calderone, rispondendo al Sole 24Ore – nascono dalla volontà di guidare il Paese verso una formazione più moderna e qualificata. Abbiamo avviato un percorso di valorizzazione di una risorsa sociale, come sono i fondi interprofessionali, che andrà oltre lo stesso provvedimento». Il provvedimento cui accenna la ministra è il decreto ministeriale, appena varato, con le nuove regole che si applicano ai fondi interprofessionali. L’obiettivo delle Linee guida è quello di provare a tarare meglio le attività dei fondi, tenendo conto dell’evoluzione del mercato del lavoro, che si caratterizza oggi per la bassa disoccupazione, ma anche per un troppo alto tasso di inattività. Il tutto, in un contesto nel quale le imprese continuano a incontrare enormi difficoltà a trovare personale con competenze adeguate e, soprattutto, aggiornabili nel tempo. Fra le novità, vi è la possibilità per gli enti di accedere a risorse diverse da quelle tradizionali che arrivano dalla contribuzione dello 0,30% calcolata sulle retribuzioni erogate ai dipendenti.