Crosetto in Aula: «Sostenere Kiev non significa prolungare il conflitto, ma evitare che la fine delle ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile»
Sì della Camera alla risoluzione sull’Ucraina presentata dalla maggioranza. L’Aula ha approvato oggi il documento con 186 voti a favore, 49 contrari e 81 astenuti. Il testo impegna il governo «a continuare a sostenere l’Ucraina, in coordinamento con la Nato, l’Unione europea, i paesi G7 e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche e in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europео». Il termine “militari” non è presente nel dispositivo con gli impegni, ma compare nelle premesse. «Lo spirito con cui l’Italia ha aiutato l’Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso», ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante le sue comunicazioni in Aula. «Sostenere l’Ucraina – ha quindi aggiunto – non significa voler prolungare il conflitto, significa evitare che la fine delle ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull’ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente. Interrompere oggi il sostegno, l’aiuto all’Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita». Secondo Crosetto, dunque, «l’Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione».