Scoppia la polemica tra i partiti

Di certo non è passata inosservata la scelta del M5s di astenersi sulla risoluzione unitaria della commissione Esteri del Senato, che compatta – maggioranza e opposizione – ha votato a sostegno dei manifestanti in Iran. A eccezione, appunto, del M5s. A spiegare le ragioni della decisione sui social è stato proprio Giuseppe Conte. «Avevamo chiesto una cosa semplice – ha motivato il leader del M5s –: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no. Quindi abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione: l’assenza di quel passaggio è per noi fondamentale. Soprattutto ora che si è manifestata la dottrina “Meloni-Tajani” per cui il diritto internazionale vale, ma fino a un certo punto. E questo punto lo stabiliscono gli Stati Uniti, di volta in volta». «La scelta dei 5 Stelle di astenersi sulla risoluzione sull’Iran votata da tutti risponde a una logica strumentale», ha osservato la presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato, Stefania Craxi, in una dichiarazione ripresa dal profilo di Forza Italia su X. «Stupisce – ha invece osservato il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi – l’incomprensibile astensione del M5s proprio mentre sarebbe necessaria una mobilitazione di tutte le forze democratiche, senza distinzioni, per rafforzare la pressione diplomatica sul regime degli ayatollah e per far sentire a questo popolo martoriato il sostegno dell’Italia». Critico anche il leader di Azione, Carlo Calenda: «Oggi al Senato in Commissione si è votata una mozione unitaria sull’Iran. Unici astenuti i 5S. Sempre dalla parte giusta della storia. Avanti così con Maduro, Putin e Ayatollah vari».