Media opposizione denunciano: «Almeno 12 mila le vittime»
È una questione anche di numeri. Per i media legati all’opposizione al regime iraniano, tra cui Iran International, la repressione violenta delle proteste avrebbe portato alla morte di almeno 12 mila persone, un dato che se confermato corrisponderebbe al più grande massacro mai registrato nel paese. Da funzionari governativi di Teheran, citati dalle agenzie di stampa internazionali, arrivano cifre molto più contenute, intorno alle duemila vittime. Fatto sta che quanto sta accadendo in Iran non lascia la comunità internazionale indifferente. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha dichiarato in una nota di essere «inorridito» da quanto sta avvenendo. «L’uccisione di manifestanti pacifici – ha sottolineato – deve cessare ed è inaccettabile etichettare i manifestanti come “terroristi” per giustificare la violenza contro di loro». In questo senso resta da capire quali saranno le prossime mosse statunitensi. Trump aveva minacciato interventi contro Teheran in caso di repressione e morti tra i civili. Una situazione che di certo preoccupa gli altri attori regionali. «Sappiamo che qualsiasi escalation avrebbe conseguenze catastrofiche nella regione e oltre, pertanto vogliamo evitarla il più possibile», ha affermato al riguardo il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar durante una conferenza stampa a Doha, ripresa dai media. Anche il portavoce militare delle Forze della difesa israeliana ha fatto sapere su X che l’esercito è «in stato di allerta», ma ha anche aggiunto che Israele ritiene «le proteste in corso in Iran una questione interna».