di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
La conferenza stampa di inizio anno del Presidente del Consiglio Meloni ha rappresentato un momento rilevante di indirizzo politico ed economico, in una visione improntata alla stabilità, alla continuità e alla programmazione di medio-lungo periodo. Un’impostazione che l’Ugl valuta positivamente, riconoscendo, nella volontà dell’Esecutivo di superare la frammentazione degli interventi, un passaggio essenziale per rafforzare la fiducia di imprese e lavoratori, puntando su scelte coerenti e prevedibili nel tempo, per offrire certezze agli operatori economici, favorire gli investimenti e accompagnare le trasformazioni del mercato del lavoro. Altrettanto significativa e condivisibile la scelta di rilanciare il dialogo con le parti sociali, riconoscendone l’imprescindibilità per la definizione di politiche efficaci e durature. Un’importante apertura del Governo verso un nuovo patto sociale, considerandolo la cornice più idonea per affrontare in modo strutturato le principali sfide che riguardano occupazione, salari e competitività. La collaborazione tra istituzioni, sindacati e sistema delle imprese rappresenta, infatti, la strada maestra per costruire risposte concrete, partecipate e sostenibili, capaci di coniugare sviluppo economico, tutela del lavoro e coesione sociale. In un confronto privo di pregiudizi, fondato sulla responsabilità e sulla condivisione degli obiettivi, può rafforzare la capacità del Paese di crescere in modo equilibrato. Già le politiche messe in atto hanno portato ai dati incoraggianti che arrivano dal mercato del lavoro: dalla disoccupazione ai minimi storici al progressivo, anche se ancora parziale, rafforzamento del potere d’acquisto. Un altro punto che merita attenzione è poi il Piano Casa volto ad aumentare l’offerta di alloggi a prezzi calmierati, perché incide direttamente sulla qualità della vita dei lavoratori e delle famiglie e favorisce la mobilità occupazionale, andando ad affrontare una delle principali criticità del sistema Italia. Senza dimenticare il tema prioritario della formazione, sul quale anche è in atto una tendenza positiva, con, ad esempio, il tasso di abbandono scolastico che scende per la prima volta sotto il 10%. Traguardi che devono essere, però, consolidati e migliorati attraverso scelte di lungo respiro, evitando interventi temporanei che rischiano di esaurire rapidamente i loro effetti e di non incidere in modo strutturale sulle dinamiche economiche ed occupazionali. Garantire continuità alle politiche con una strutturazione pluriennale degli interventi è la strada giusta da intraprendere e, in questo scenario, la proposta di un nuovo patto sociale assume un ruolo centrale, come strumento di collaborazione tra istituzioni e rappresentanti del mondo delle imprese e del lavoro, per intercettare i bisogni reali del Paese e tradurli in riforme orientate ad una crescita duratura, inclusiva, non solo economica, ma anche sociale.