Le misure dal taglio dell’Irpef alla detassazione dei rinnovi contrattuali
Sul versante del rafforzamento del potere d’acquisto degli stipendi, agiscono i commi 3 e 4 dell’articolo 1 della legge 199/2025, legge di bilancio 2026, con i quali si prevede il taglio della seconda aliquota che passa dal 35 al 33%; il vantaggio, che è quantificato in massimo 440 euro annui, è sterilizzato per i redditi sopra ai 200mila euro. Con il comma 7, invece, si introduce un incentivo alla sottoscrizione dei rinnovi contrattuali (sono considerati validi i rinnovi sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026), attraverso la previsione di una imposta sostitutiva dell’Irpef e delle sue addizionali del 5% per i redditi fino a 33mila euro. L’imposta sostitutiva sui contratti collettivi di produttività e sulle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili scende per il 2026 e il 2027 all’1% dal 5%, mentre il limite complessivo è innalzato a 5mila euro. Al fine di rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti con reddito fino a 40mila euro, sono assoggettate a imposta sostitutiva del 15% le maggiorazioni e le indennità per lavoro notturno, per lavoro nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale e le indennità di turno (riferite ai Ccnl). Trova applicazione anche per l’anno 2026 la disposizione contenuta all’articolo 6, comma 1, della legge 76/2025, per effetto della quale i dividendi corrisposti ai lavoratori e derivanti dalle azioni attribuite in sostituzione dei premi di risultato, per un importo non superiore a 1.500 euro annui, sono esenti dalle imposte sui redditi per il 50% del loro ammontare. Si ricorda anche che, con il comma 14, la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto in formato elettronico sale da 8 a 10 euro. Per il solo settore turistico-alberghiero, ai sensi dei commi da 18 a 21, è riconosciuto un trattamento integrativo speciale, che non concorre alla formazione del reddito, pari al 15% delle retribuzioni lorde corrisposte in relazione al lavoro notturno e allo straordinario; limite di reddito a 40mila euro.