di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

I dati Istat sull’occupazione relativi al mese di novembre 2025 fotografano un quadro complessivamente positivo per il mercato del lavoro italiano. In particolare, elemento particolarmente apprezzabile, il tasso di disoccupazione che scende al 5,7%, soglia record, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche, collocando l’Italia al di sotto della media dell’Unione europea e dell’area euro. Un risultato di assoluto rilievo, che conferma la solidità del sistema produttivo nazionale e la bontà delle politiche fin qui adottate. Sul piano tendenziale, il confronto con novembre 2024 evidenzia un incremento degli occupati su base annua pari a 179mila unità, accompagnato da una riduzione significativa sia dei disoccupati sia degli inattivi. Si tratta di un segnale importante che testimonia la capacità del mercato del lavoro di reagire, anche in un contesto economico internazionale complesso e caratterizzato da forti incertezze. In questo scenario, assume particolare valore il dato relativo alla disoccupazione giovanile, una delle maggiori criticità del nostro mercato del lavoro, che scende al 18,8%, confermando un trend di miglioramento che va sostenuto e rafforzato. È vero che l’analisi congiunturale mostra alcuni elementi che richiedono attenzione, come la flessione mensile degli occupati e l’aumento degli inattivi, dinamiche che impongono di non abbassare la guardia e di intervenire con strumenti adeguati, capaci di intercettare le persone scoraggiate e di favorire il rientro nel mercato del lavoro. Il quadro complessivo resta, comunque, molto positivo e indica una direzione chiara su cui continuare a investire. Per consolidare questi risultati è fondamentale proseguire con determinazione sul rafforzamento delle politiche attive del lavoro, potenziando i percorsi di orientamento, formazione e riqualificazione professionale. Occorre accompagnare le transizioni in atto, favorire il turnover generazionale e rispondere in modo efficace alla crescente domanda di nuove competenze da parte delle imprese, a partire dalle discipline Stem da incentivare come scelta di studio per ragazzi e ragazze, per migliorare il matching tra domanda e offerta di lavoro, con una maggiore sinergia tra pubblico e privato, supportando, così, non solo le aziende e la loro competitività, ma  anche e soprattutto l’occupazione giovanile di qualità in una visione di crescita generale. In questa prospettiva, l’Ugl ribadisce la necessità di rinnovare le relazioni industriali, promuovendo modelli improntati alla collaborazione tra capitale e lavoro e sostenendo forme avanzate di partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle imprese. Politiche attive, formazione e partecipazione per costruire uno sviluppo solido, inclusivo e duraturo, capace di offrire prospettive stabili alle giovani generazioni e all’intero Paese.