Rubio presenta piano in tre fasi per transizione politica
«Solo il tempo lo dirà». A tracciare la prospettiva di un controllo a tempo indeterminato del Venezuela da parte degli Stati Uniti, è stato lo stesso inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, in un’ampia intervista con il New York Times. «Useremo il petrolio e lo importeremo. Abbasseremo i prezzi del petrolio e daremo soldi al Venezuela, di cui ha disperatamente bisogno», ha poi illustrato così i progetti statunitensi sul paese sudamericano dopo la cattura dell’ormai ex presidente, Nicolás Maduro. Il “tempo indeterminato” è però scadenzato da un piano in tre fasi, che è stato presentato nelle ultime ore dal segretario di Stato, Marco Rubio. Una prima fase comprenderà la stabilizzazione del paese (in questo ambito c’è anche il nodo delle relazioni con l’attuale amministrazione venezuelana ad interim, guidata da Delcy Rodríguez), cui seguirà un periodo di accesso alle fonti e all’economia del Venezuela, con il maggiore coinvolgimento di compagnie petrolifere statunitensi e di altri paesi occidentali. Di qui, infine, una vera e propria transizione politica. Ma, appunto, quanto alle tempistiche in cui tutto ciò dovrà avvenire, le informazioni sono ancora frammentate. In più la questione venezuelana si è subito allargata a situazioni di più largo respiro, viste le storiche alleanze di Russia e Cina (ma va considerato anche l’Iran) con il regime di Maduro. Gli attriti con Mosca per il sequestro, avvenuto ieri, di una petroliera russa nell’Atlantico, sono appena un tassello del nuovo mosaico geopolitico. Sembrano invece abbassarsi i torni di Trump nei confronti della Colombia, dopo «l’apprezzata» telefonata con il presidente Gustavo Petro, invitato per l’occasione alla Casa Bianca.