di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Le aggressioni al personale ferroviario non possono più essere considerate episodi isolati, ma sono il sintomo evidente del degrado che attraversa le nostre città e che colpisce in modo diretto il mondo del lavoro, in particolare chi opera nei servizi pubblici essenziali. Rappresenta un punto di non ritorno l’uccisione di un capotreno a Bologna, Alessandro Ambrosio, ferroviere di 34 anni, da parte – secondo quanto emerso dalle indagini – di un uomo croato senza fissa dimora, Marin Jelenic, già più volte denunciato per comportamenti violenti e destinatario di un provvedimento di allontanamento che avrebbe dovuto portarlo a lasciare il territorio nazionale. Negli stessi giorni, un altro ferroviere è stato ferito gravemente ad Imperia, mentre tentava di sedare una lite tra cittadini stranieri scoppiata dopo una rapina. Se il tragico fatto di Bologna, culminato con la morte del giovane capotreno, è giustamente al centro dell’attenzione mediatica, le numerose aggressioni che non hanno esiti fatali continuano invece a passare quasi inosservate, nonostante la loro frequenza allarmante, con un silenzio inaccettabile, perché contribuisce a normalizzare una violenza che colpisce quotidianamente i lavoratori nello svolgimento delle proprie mansioni. Da qui la protesta dei lavoratori e della nostra Ugl Ferrovieri. La sicurezza sul lavoro non riguarda soltanto gli aspetti tecnici o le procedure operative, ma include anche il rispetto dell’ordine e della legalità nei luoghi di lavoro. Per questo ribadiamo con forza la necessità di una piena e corretta applicazione del Protocollo sottoscritto il 31 marzo 2022, che prevede specifiche misure per il rafforzamento della sicurezza nei luoghi del trasporto pubblico e ferroviario. In questo quadro, chiediamo al Gruppo FS l’apertura immediata di un confronto finalizzato ad avviare una revisione profonda, strutturale e non più rinviabile del piano di sicurezza delle aree ferroviarie. La tutela dei lavoratori del comparto ferroviario e dei viaggiatori deve essere una priorità assoluta, così come quella di chi opera negli altri servizi pubblici essenziali. Basti pensare al fenomeno, altrettanto diffuso e preoccupante, delle aggressioni al personale sanitario. I lavoratori dei servizi pubblici sono oggi particolarmente esposti agli effetti negativi dell’insicurezza che caratterizza molte aree urbane. Servono risposte immediate e concrete: un presidio più capillare del territorio, soprattutto nei luoghi più sensibili, e pene severe, ma soprattutto certe, per chi si rende responsabile di atti di violenza. Quello della sicurezza non è più soltanto un tema politico o sociale, ma è diventato a pieno titolo anche un tema sindacale. Alcune categorie di lavoratori si trovano, infatti, in prima linea ad affrontare una situazione di difficile gestione, sommando alle preoccupazioni legate alla salute e alla sicurezza “tradizionali” una nuova e crescente forma di insicurezza, che non può e non deve essere accettata come parte del lavoro quotidiano.