Lo rivelano le classifiche annuali Top of the Music by Fimi/Niq, le uniche omnicomprensive di tutti i canali di vendita e ascolto

La Fimi, la Federazione industria musicale italiana, ha tracciato il bilancio dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle. Il risultato? «Anche il 2025 ha avuto una colonna sonora fortemente dominata dalla musica italiana», è il commento della Fimi, che tiene conto delle classifiche annuali Top of the Music by Fimi/Niq, le uniche omnicomprensive di tutti i canali di vendita e ascolto: fisico, digitale, audio streaming premium e free, video streaming. «Nell’anno delle scene fortemente calcate dalle grandi superstar globali – da Bad Bunny a Taylor Swift – il repertorio locale resta infatti al centro dei consumi degli italiani, occupando l’85% della Top 100 Album», osserva la Fimi, definendo «straordinario» il risultato dei nostri artisti, specialmente se messo a confronto con il dato del 2015, fermo al 69%. Tra gli artisti, spicca Olly, il vincitore del Festival di Sanremo 2025. È lui a dominare con “Tutta vita”, la Top 100 Album & Compilation, davanti a “Santana Money Gang” di Sfera Ebbasta & Shiva e a “Dio lo sa” di Geolier, «completando un podio che fotografa l’incontro tra nuove sensibilità pop e radici urban». Olly è in cima anche alla Top 100 Singoli, con “Balorda nostalgia”, seguito da Giorgia con “La cura per me” e Achille Lauro con “Incoscienti giovani”. «Il 2025 conferma lo streaming come motore centrale del consumo musicale: nel corso dell’anno il volume complessivo di ascolti (premium e free) ha infatti sfiorato i 100 miliardi di stream, segnando una crescita del 5,3% rispetto al 2024», scrive ancora la Fimi nella sua analisi. In questo contesto, il segmento fisico conserva «una presenza solida», delineando un ecosistema in cui tradizione e innovazione convivono. Nel 2025 il peso dei formati si distribuisce tra CD (50,7%), vinili (47,1%) e una quota residuale di musicassette e altri supporti fisici (2,2%). Infine, un’ultima curiosità: la Top 10 Album continua a ringiovanire perché in dieci anni l’età media degli artisti si è abbassata, scivolando da 34,6 anni nel 2015 a 31,3 nel 2025, «raccontando una scena che si rinnova e guarda sempre più al futuro».