Secondo i dati provvisori dell’Istat, a dicembre si è attestata all’1,2%

A dicembre, secondo le stime preliminari dell’Istituto nazionale di statistica, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,2% congiunturale ed un +1,2% annuo, accelerando leggermente rispetto al +1,1% del mese precedente. A influenzare l’accelerazione dei prezzi di dicembre sono stati principalmente quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +2,6%), degli Alimentari non lavorati (da +1,1% a +2,3%) e lavorati (da +2,1% a +2,6%), mentre l’andamento dei prezzi di Energetici regolamentati (da -3,2% a -5,3%) e Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) ha controbilanciato l’indice generale. Per quanto riguarda il carrello della spesa, nell’ultimo mese del 2025 l’Istat ha registrato un’accelerazione sia per i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,5% a +2,2%) sia per quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,0% a +2,2%). Nella diffusione odierna, l’Istituto ha formulato anche una stima per l’intero anno, indicando un’inflazione dell’1,5%, conto il +1% dell’anno precedente. L’inflazione di fondo (al netto di energetici e alimentari freschi) si sarebbe invece attestata all’1,9%, rallentando dal +2% del 2024. L’inflazione al netto dei soli beni energetici, invece, dovrebbe essere scesa al 2%, dal +2,1% di un anno prima. Nell’Eurozona, l‘Eurostat ha rilevato una decelerazione dell’inflazione a dicembre, scesa al +2% dal +2,1% di novembre. Secondo le rilevazioni dell’Istituto statistico, l’aumento dei prezzi più marcato si conferma quello dei servizi (+3,4%), seguito da alimentari, alcol e tabacco (+2,6%).