«Vista la minaccia che loro intravedevano e credo che questo emergerà anche nel corso del processo a Maduro»
Pur non riconoscendone l’idoneità «a risolvere le questioni», l’intervento in Venezuela degli Stati Uniti «è legittimo», «vista la minaccia che loro intravedevano e credo che questo emergerà anche nel corso del processo a Maduro». Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, spiega così la posizione del governo italiano sul raid degli States, conclusosi con l’arresto del presidente venezuelano, Nicolas Maduro (si veda il Primo piano), e che adesso apre nuovi scenari per il Paese sudamericano, fino ad oggi prigioniero di una dittatura comunista durata decenni. Secondo il titolare della Farnesina, adesso, la priorità è soltanto una: una «transizione democratica». Come sostenuto anche dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ieri ha avuto una conversazione telefonica con la leader dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado. Senza dimenticare gli altri teatri internazionali – Ucraina, Medio Oriente… -, Palazzo Chigi segue con un occhio di riguardo quanto sta accadendo in Venezuela: «Visto che quella italiana è una delle più grandi comunità all’estero, dobbiamo lavorare affinché sia garantita la sicurezza dei nostri connazionali, cosa che sta già accadendo, ma dobbiamo anche lavorare per la liberazione dei prigionieri politici italiani, come Trentini, l’ultimo degli italiani arrestati. Sono una ventina circa, ma siamo fortemente impegnati per far tornare a casa tutti i nostri compatrioti, a partire da Trentini».