Raid Usa in Venezuela, catturato Maduro. Nominata in sua vece Delcy Rodríguez, il Paese sotto il controllo statunitense

La cattura di Nicolás Maduro, avvenuta nelle prime ore del 3 gennaio durante un’operazione militare statunitense nel cuore di Caracas, segna un punto di svolta nella lunga tragedia venezuelana. Per anni simbolo di un regime autoritario, corrotto e incapace di garantire libertà e prosperità ai suoi cittadini, Maduro è stato trasportato negli Stati Uniti per essere giudicato su accuse di narcotraffico e terrorismo. Il Venezuela sotto Maduro era sprofondato nell’isolamento internazionale e nella miseria, tra il collasso dell’economia petrolifera, le sanzioni internazionali e l’aggravamento della crisi sociale. Un quadro economico accompagnato da una politica di controllo, repressione e violenza sistemica contro ogni voce dissidente, che ha spinto milioni di venezuelani a fuggire dal Paese negli ultimi anni. Ora, dopo l’operazione statunitense, la Corte Suprema venezuelana ha nominato presidente, in sostituzione di Maduro, la sua vicepresidente Delcy Rodríguez, mentre gli Usa hanno chiesto alla stessa Rodríguez cooperare con loro, minacciando conseguenze in caso contrario e rivendicando il controllo di fatto del Venezuela. Se Unione Europea e Regno Unito si sono espressi con cautela, invitando al rispetto del diritto internazionale, ma, non avendo riconosciuto la vittoria di Maduro alle urne, anche auspicando una transizione democratica per il Venezuela, Russia, Cina, Brasile e Cuba, invece, hanno condannato l’azione unilaterale statunitense. Il presidente Usa Trump non esclude ulteriori interventi, in Colombia in primis, parlando anche di nuovo della necessità dell’annessione della Groenlandia. Una situazione ancora instabile, verso l’obiettivo di una transizione reale di Caracas verso la democrazia, indicendo elezioni libere, senza discriminazioni politiche e con la ricostruzione di uno Stato di diritto.

Oltre il sindacato: l’Ugl da anni impegnata al fianco del popolo venezuelano

Non solo la raccolta delle testimonianze dirette degli oppositori di Maduro, in collaborazione con il Centro per la Promozione delle Relazioni Italia-Venezuela, ma anche l’invio, nel 2019, di una delegazione guidata dal Segretario Generale Capone, al confine tra Colombia e Venezuela, per portare aiuti concreti.