Rimane alta l’attenzione su scuola, sanità, interventi a carattere sociale e trasporti
Balzo in avanti nella spesa delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, anche se, come evidenziato dalla Ugl e dalle altre sigle sindacali, permangono forti preoccupazioni su scuola, politiche sociali e sanità. Del resto, fin da subito era evidente come proprio su queste tre missioni, a causa dell’incrocio di competenze istituzionali, si sarebbero concentrate le maggiori criticità. In ritardo con il cronoprogramma anche gli investimenti sull’infrastruttura ferroviaria: dei 40 miliardi totali, ne sono stati già messi in campo circa la metà. Considerando il tempo rimasto per la chiusura formale del Pnrr e, soprattutto, l’azione del Governo con la Commissione europea, i progetti appaiono al sicuro. Al momento, sono stati realizzati 383mila interventi finanziati, con un impegno di spesa al 70%. Rispetto a gennaio dello scorso anno, gli impegni di spesa sono praticamente il triplo, a conferma della marcata accelerazione che si registrata nel corso del 2025. In totale, parliamo di 101,3 miliardi di spesa certificata al 30 novembre, somma che dovrebbe essere già salita a 110 miliardi, ricordando che la somma complessivamente disponibile è di 190 miliardi. Come anticipato dal ministro Foti durante la riunione della cabina di regia, la creazione di uno strumento finanziario con Cassa depositi e prestiti permetterà di gestire 25 miliardi anche dopo le scadenze del 2026.