di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Mentre il Ministero del Lavoro rassicura che lo stop ai bonus giovani, donne, Zes e autoimpiego nei settori delle nuove tecnologie è legato a motivi tecnici e solo temporaneo e che la misura sarà pienamente ripristinata con le risorse che verranno recuperate con la Legge di Bilancio, viene confermata la volontà del Governo di non arretrare sul terreno delle politiche attive e degli incentivi all’occupazione, in particolare per quanto riguarda la riduzione del divario di genere nel mercato del lavoro. In questo quadro si colloca un decreto del Ministero del Lavoro, emanato di concerto col Mef, il numero 3795 del 2025, di cui si parla su Italia Oggi. Un decreto che consente di applicare nel 2026 uno sgravio contributivo del 50% per le nuove assunzioni nei settori e nelle professioni a forte disparità occupazionale uomo-donna. Si tratta di un intervento mirato, che punta a incidere concretamente sulle aree del sistema produttivo dove il divario di genere resta più marcato, nonostante un lieve miglioramento registrato negli ultimi anni. I dati relativi all’occupazione evidenziano infatti una disparità ancora pari al 9,3%, un valore che impone di proseguire con determinazione lungo la strada delle politiche di inclusione, senza abbassare la soglia di attenzione. La scelta di concentrare le agevolazioni in comparti come agricoltura, costruzioni, trasporto, magazzinaggio, informazione e comunicazione risponde all’esigenza di intervenire in modo selettivo e responsabile, orientando le risorse pubbliche verso ambiti dove l’impatto occupazionale può risultare più significativo. Di particolare rilievo è l’attenzione riservata alle categorie più esposte alle difficoltà di accesso al lavoro: donne prive di impiego regolarmente retribuito, lavoratrici residenti in aree svantaggiate, donne impiegate in settori ad alta disparità occupazionale e soggetti over 50. Lo sgravio contributivo, esteso anche alle stabilizzazioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato, rafforza inoltre l’obiettivo di favorire occupazione stabile e di qualità, contrastando la precarietà e valorizzando la continuità dei rapporti di lavoro. Nel complesso, in attesa che vengano pienamente ripristinati, come annunciato dal Governo, i bonus per le assunzioni, questo provvedimento rappresenta un segnale positivo e coerente con una visione del lavoro che mette al centro la persona, la dignità professionale e la responsabilità sociale delle imprese. La riduzione del divario di genere non può infatti essere affidata solo a principi astratti o a interventi episodici, ma richiede strumenti concreti, certezze normative, continuità di risorse e un impegno costante nel tempo, accompagnato da politiche di formazione, orientamento e conciliazione tra vita privata e lavoro, capaci di sostenere uno sviluppo realmente inclusivo e duraturo.