Mosca consegna a Usa prove su presunto raid residenza Putin
Le cronache riferiscono di massicci attacchi russi in Ucraina che sono proseguiti anche nelle prime ore del 2026, senza sosta. Gli sforzi per la pace sembrano essere minati dalle stesse intenzioni di Mosca, almeno stando al discorso di fine anno del presidente russo, Vladimir Putin, in cui non ha mai nominato la parola “pace” e, anzi, ha espresso fiducia «nella vittoria». La Russia ha intanto fatto sapere di aver trasmesso agli Stati Uniti le prove del presunto attacco ucraino contro una delle residenze di Putin nella regione di Novgorod. Tuttavia, nella giornata di ieri, diversi media americani hanno reso noto che la Cia ha smentito questa possibilità. Non solo: il Servizio di intelligence estero ucraino, riporta Rbc, ritiene plausibile che i russi stiano preparando un’operazione – molti media parlano di “attacco su larga scala” – per far fallire i colloqui di pace. Il caso, a ogni modo, si è subito trasformato in un potenziale ostacolo ai negoziati, sebbene il dialogo tra tutte le parti coinvolte stia andando avanti. Nelle scorse ore il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha scritto su X che il 5 gennaio si terrà una riunione dei capi di Stato maggiore dell’esercito, finalizzata a discutere la questione delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Dopodiché, il 6 gennaio, è previsto invece un vertice della Coalizione dei Volenterosi. «Ci stiamo preparando ora per garantire che l’incontro sia produttivo, che il sostegno aumenti e che vi sia una maggiore fiducia politica sia nelle garanzie di sicurezza che nell’accordo di pace. Ringrazio tutti coloro che ci stanno aiutando», il messaggio che Zelensky ha rivolto alla comunità internazionale.