Dossier Ucraina, referendum e riforme: tanti gli appuntamenti attesi. Nei giorni scorsi telefonata Meloni-Trump

Il 2026 riprende all’incirca da dove il 2025 aveva lasciato, soprattutto, cioè, dalle grandi questioni internazionali. Sulle quali il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, come già riferito dalle agenzie di stampa, ha avuto nei giorni scorsi un confronto telefonico con il presidente americano, Donald Trump, in occasione dello scambio di auguri di fine anno tra i due leader. Ucraina e dazi tra i principali dossier, senza ovviamente dimenticare – nel delicato scenario della guerra – il richiamo all’obiettivo della pace che anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto sottolineare nel suo consueto discorso del 31 dicembre. Pochi giorni dopo la ripresa dei lavori, anche il Parlamento si occuperà di Ucraina, con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che il 15 gennaio sarà impegnato nelle comunicazioni sulla proroga degli aiuti a Kiev, decisa nell’ultimo Cdm del 2025. Prima, alla ripartenza dal 7 gennaio, al Senato è invece prevista la discussione dei decreti su Transizione 5.0 ed ex Ilva. Sullo sfondo restano poi il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia e altre questioni ritenute prioritarie, quali la legge elettorale e il premierato. Ma l’anno si è purtroppo aperto con la tragedia avvenuta in Svizzera la notte di Capodanno, per cui il premier Meloni ha rinnovato ancora oggi «il suo più profondo cordoglio personale e quello del governo» (figurano anche italiani tra i dispersi). Il presidente del Consiglio – si legge in una nota di Palazzo Chigi – «continua a tenersi in costante contatto con il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, presente sul luogo dell’incidente, con il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, e con i soccorritori italiani».