di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

L’anno che si sta concludendo è stato carico di incertezze, ma anche di nuove speranze. A livello internazionale è stato contrassegnato dal cambio della guardia alla Casa Bianca, con il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti e quindi della sua visione politica basata su un maggiore sovranismo economico, con la conseguenza dell’esplosione della questione dazi, sulla volontà di contribuire alla conclusione dei conflitti in corso, in primis quello israelo-palestinese e quello russo-ucraino e, infine, di imprimere una svolta culturale in senso liberale e conservatore non solo negli Usa, ma in tutto l’Occidente. Se il percorso, sia economico, che politico, che anche culturale, appare ancora accidentato, l’impressione è che la “storia” si sia rimessa in moto e che stiano cambiando degli equilibri che, tutto considerato, non erano stati favorevoli per le classi medie e lavoratrici occidentali, non solo per quella americana, ma anche per la nostra, europea ed italiana. Un altro elemento di novità è stato incarnato da un secondo statunitense, Robert Prevost, il nuovo Papa Leone XIV, figura che sin dai primi giorni del pontificato ha dato prova di uno stile empatico, diretto, vicino alle fragilità sociali e al tema della pace. In Italia, il 2025 ha visto segnali di rinnovata vitalità: la stabilità e l’autorevolezza del Paese sono in aumento costante e, poi, il consolidarsi del trend occupazionale positivo, assieme alla stagione dei rinnovi contrattuali nella Pubblica Amministrazione, stanno aiutando il Paese a guardare oltre la stagione dell’incertezza, anche se ancora permangono criticità da risolvere, in particolare, guardando al mondo del lavoro, quella, drammatica, relativa alla tutela della salute e sicurezza e poi il tema demografico, strettamente connesso ad una maggiore inclusione nel mondo del lavoro dei giovani e delle donne. In questo contesto, l’Ugl – che quest’anno ha visto concretizzarsi uno dei suoi obiettivi storici, quello dell’attuazione, anche se da perfezionare, dell’articolo 46 della Costituzione, sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese – continua nella sua opera di difesa del mondo del lavoro all’insegna del pragmatismo e del dialogo sociale, anche alla luce di una manovra, seppure leggera per esigenze di bilancio, comunque migliorativa della condizione dei lavoratori e improntata sul sociale. L’anno si conclude quindi con un “ottimismo prudente”: niente miracoli, ma una nuova volontà di affrontare i problemi con spirito costruttivo. In un mondo che sembrava scivolare verso divisioni sempre più profonde, il 2025 ha rimesso in circolo il rinnovamento e il coraggio di cambiare rotta. È forse questa la vera eredità di un anno complesso, ma promettente: la sensazione che, nonostante tutto, sia ancora possibile immaginare un futuro migliore.

Tante le iniziative dell’Ugl nel corso dell’anno, tra le quali l’emissione del francobollo per i nostri 75 anni

Il 24 marzo, “compleanno” del sindacato, è stato emesso da Poste Italiane un francobollo commemorativo dell’Ugl, per omaggiare la storia della nostra sigla, nata nel 1950 come Cisnal. Nello stesso spirito di preservazione storica, tutta la documentazione, cartacea e fotografica, della Confederazione è stata catalogata e depositata presso l’Archivio Centrale dello Stato. Per guardare avanti, ma custodendo con cura le nostre radici.