Atteso un fatturato di sei miliardi di euro

Dal 2 gennaio prenderanno il via i saldi invernali 2026, con la Valle d’Aosta ad aprire le danze, mentre nel resto delle regioni italiane bisognerà aspettare il giorno successivo. Secondo le stime di Confesercenti, il fatturato sarà di circa sei miliardi di euro. Le vendite anticipate, tuttavia, secondo l’associazione di categoria stanno riducendo l’impatto della stagione dei saldi: «Tra il 26 dicembre e l’avvio formale dei saldi invernali si sta consolidando un periodo promozionale “di fatto”, soprattutto nella moda: offerte e ribassi compaiono in anticipo, spesso attraverso formule riservate alla propria clientela che invitano a partecipare a “saldi privati”, “pre-saldi”, “winter pre-sale” e “exclusive sales”. Molte etichette, ma la sostanza è la stessa: offerte promozionali che anticipano la data ufficiale di avvio dei saldi». Un trend, si legge ancora nella nota, che è in contrasto con alcune normative regionali, che di fatto vietano promozioni nei 30 giorni (in alcuni casi anche 45) che precedono l’inizio dei saldi di fine stagione. Secondo Confesercenti è quindi «decisivo riportare al centro trasparenza e concorrenza leale: prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e comparabili, soprattutto nel digitale e nelle iniziative “a platea selezionata”». Non solo, per l’associazione di categoria, «è fondamentale anche il pieno rispetto delle regole sugli annunci di riduzione di prezzo, a partire dal “prezzo precedente”, che per legge è il più basso praticato nei 30 giorni antecedenti». Il suggerimento, quindi, è quello di rivedere le regole, con lo scopo di assicurare concorrenza leale e pluralismo distributivo.