Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il confronto ritorna sui binari parlamentari

Quando ormai mancano poche ore all’approvazione definitiva della legge di bilancio, attesa al voto finale dell’Aula della Camera, il presidente della Commissione lavoro, Walter Rizzetto, torna sulla questione del comma 176 del maxiemendamento, che, come si ricorderà, è stato prima inserito e poi stralciato dal testo al Senato. Il comma 176 prevedeva una sorta di linea guida per i giudici in caso di accertamento, in qualsiasi grado di giudizio, del mancato rispetto da parte del datore del lavoro del principio dell’articolo 36 della Costituzione. Passando questo comma, il datore di lavoro non sarebbe stato tenuto a versare la differenza retributiva e contributiva purché avesse rispettato almeno una delle seguenti condizioni: applicazione del contratto collettivo stipulato ai sensi dell’articolo 51 del decreto legislativo 81/2015, vale a dire quello sottoscritto dalle maggiori organizzazioni sindacali oppure applicazione di un contratto collettivo cosiddetto equivalente ai sensi del decreto legislativo 36/2023. In ogni caso, il datore di lavoro avrebbe comunque dovuto adottare un contratto collettivo in linea con il settore economico di riferimento. Non quindi uno scudo generico, ma molto mirato. Rizzetto, riprendendo il tema, ha anticipato la volontà di aprire un confronto in sede di Commissione con i partiti di minoranza, con verosimile convocazione dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.