Via libera dell’Aula del Senato alla legge di bilancio, con 113 voti favorevoli, 70 contrari e due astensioni. Il testo è ora atteso alla Camera per il voto conclusivo prima della scadenza del 31 dicembre. Molte le novità che riguardano i redditi da lavoro dipendente. La legge di bilancio prevede, infatti, il taglio della seconda aliquota Irpef che, tradotto, significa un maggiore reddito di 440 euro all’anno. Soprattutto, però, si introduce una detassazione degli aumenti contrattuali, come chiesto in particolare dalla Cisl e dalla Ugl. Gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti nell’anno 2026, in forza di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, sono assoggettati ad una imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali pari al 5%. Per effetto della modifica introdotta nel corso dell’iter parlamentare, a beneficiare della misura saranno i dipendenti che, nel 2025, non hanno maturati redditi superiori al 33%. La disposizione non rimanda a decreti attuativi dell’Agenzia delle entrate, per cui, in linea teorica, è immediatamente applicabile. Verosimilmente, però, per non incorrere in errori interpretativi, la stragrande maggioranza delle imprese attenderà la circolare esplicativa dell’Agenzia stessa. Prevista anche una doppia modifica sui contratti di produttività: l’imposta scende all’1%, mentre la quota di reddito sale fino a 5mila euro.