Il governo viene incontro alle richieste avanzate dalla Cisl e dalla Ugl

La manovra di bilancio arriva al suo penultimo giro di boa. Dopo l’approvazione da parte della Commissione bilancio, il testo è approdato in aula al Senato per il primo via libera atteso per martedì. La prossima settimana sarà la Camera a pronunciarsi, in tempo con la scadenza del 31 dicembre, fondamentale per evitare l’esercizio provvisorio. Al netto delle polemiche e delle schermaglie all’interno della stessa compagine di governo e fra la maggioranza e la minoranza, la legge di bilancio presenta un paio di novità di grande rilievo in materia di partecipazione dei lavoratori, che, per molti versi, vanno anche oltre alle richieste avanzate dalla Cisl e dalla Ugl. Le due sigle sindacali, infatti, avevano chiesto di rifinanziare il fondo previsto dalla legge 76/2025. Effettivamente, la Commissione bilancio ha approvato un emendamento che estende l’agevolazione fiscale prevista per il 2025 anche al 2026. La disposizione prevede l’esenzione fiscale delle somme legate al welfare trasformate in azioni; il beneficio è nella misura del 50% fino ad un tetto massimo di 1.500 euro. Soprattutto, però, attraverso la riformulazione dell’articolo 4, l’aliquota dell’1% si applica alle somme fino a 5mila euro erogate nell’ambito di piani di azionariato, legati agli incrementi di produttività. La formulazione originaria, infatti, non chiariva il campo di applicazione dell’aliquota di maggior vantaggio.