La Raccomandazione del Ministero della salute n. 8 del 2007 costituisce da anni (quasi venti) uno dei documenti più completi in materia di prevenzione della violenza in ambito sanitario. Essa considera ogni aggressione un “evento sentinella”, richiedendo analisi immediata del contesto e misure di mitigazione del rischio. I contenuti della Raccomandazione esaltano diverse attività e danno specifiche indicazioni. Essa individua fattori ambientali, organizzativi e comportamentali associati al rischio di aggressioni. Promuove la cultura della segnalazione e raccomanda la creazione di gruppi interdisciplinari di valutazione del rischio. Ancora, la Raccomandazione incoraggia protocolli integrati con le Forze dell’Ordine, prevede il sostegno psicologico alle vittime e sottolinea il ruolo cruciale della formazione del personale. A distanza di quasi due decenni, la Raccomandazione n. 8 rimane largamente applicata e riconosciuta come riferimento tecnico essenziale, ma la sua natura non vincolante ne limita l’efficacia uniforme su scala nazionale. Una proposta sindacale potrebbe essere quella di passare dalla “Raccomandazione” al principio dell’”Obbligo normativo”, garantendo, così, una reale uniformità nella tutela degli operatori. In un tale scenario, diventano centrali: la valutazione preventiva dei progetti edilizi e delle ristrutturazioni, con attenzione alle condizioni di sicurezza; la creazione di percorsi strutturati di supporto psicologico, legale e amministrativo; la dotazione obbligatoria di sistemi di allarme, dispositivi antipanico, videosorveglianza, illuminazione adeguata, video o bodycam; la revisione degli spazi di attesa, degli arredi e dei percorsi interni; i protocolli operativi vincolanti con le Forze dell’Ordine; le procedure specifiche per la gestione di pazienti con potenziale violenza; strumenti semplici e diffusi per la segnalazione degli episodi; l’informazione trasparente ai cittadini sulle modalità e sui tempi delle prestazioni; le figure di mediazione comunicativa.
Antonio Ratini