L’Aran punta ad accelerare sul contratto collettivo nazionale 2025-2027

La macchina dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali del pubblico impiego punta a rimettersi in moto in tempi rapidissimi, forte dello stanziamento di risorse già definito con la legge di bilancio per l’anno in corso. Una marcata inversione di tendenza che arriva dopo che, per lunghi anni, la pubblica amministrazione si è caratterizzata, purtroppo, per i ritardi nei rinnovi, con il caso più eclatante maturato durante i governi di centro-sinistra presieduti da Letta, Renzi e Gentiloni, quando i contratti furono firmati fra il 2017 e il 2018, dopo l’ultima firma del 2009. L’Aran, dopo aver sottoscritto il rinnovo 2022-2024 undici mesi fa, ha presentato i numeri per il triennio 2025-2027, partendo dalle funzioni centrali. L’aumento medio proposto è di 167 euro a regime per tredici mensilità, derivante dai 153 euro per i ministeriali ai 190 per i dipendenti delle Agenzie fiscali. Il rinnovo interessa nel complesso una platea di 200mila addetti.