Ora l’Italia ha la sua cabina di regia sull’utilizzo dell’IA nel mondo del lavoro. Recepisce l’AI Act europeo ed è uno strumento di indirizzo pubblico. Avvio operativo nel 2026

Con la firma, oggi, del decreto ministeriale previsto dalla legge n. 132 del 2025, il ministero del Lavoro ha istituito ufficialmente l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di IA nel mondo del lavoro. È la prima cabina di regia pubblico-sociale – questa la formula scelta dall’Italia – dedicata a monitorare e governare l’impatto dell’IA su occupazione, competenze, diritti e condizioni di lavoro. L’Osservatorio recepisce l’AI Act nel contesto lavorativo e traduce in strumenti concreti i principi affermati dal G7 Lavoro di Cagliari e di Kananaskis. Tra le sue funzioni, la definizione della strategia nazionale sull’IA nel lavoro, il monitoraggio degli impatti su produttività, occupazione e condizioni lavorative, l’individuazione dei settori e delle professioni più esposte all’adozione di sistemi di intelligenza artificiale e l’aggiornamento continuo delle Linee Guida nazionali. Opererà come strumento stabile di indirizzo pubblico, con l’obiettivo di accompagnare l’innovazione tecnologica tutelando dignità, diritti e qualità del lavoro e supportando le politiche di formazione e di occupazione. L’avvio operativo dell’Osservatorio è previsto all’inizio del 2026, con la nomina di tutti i componenti e la pubblicazione dei primi documenti strategici e di analisi. Già individuato, invece, il Presidente della Commissione etica, che fornirà, appunto, all’Osservatorio un orientamento etico generale: Paolo Benanti, professore dell’Università Luiss Guido Carli e Presidente della Commissione sull’IA per l’informazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. «L’intelligenza artificiale deve restare uno strumento per potenziare il lavoro umano, non per disumanizzarlo», ha dichiarato Benanti.