Raggiri milionari alla luce del sole. A Firenze continuano le attività investigative per delineare ulteriormente il contesto criminale, anche a livello internazionale. A Milano, l’opera di falsificazione va avanti da ben 15 anni

Due differenti inchieste, due truffe “ben” progettate. Dall’alba di stamattina, con un blitz portato avanti tra Brescia, Milano, Bergamo, Lodi, Prato, Rieti e Vicenza, è stata smantellata una rete internazionale di riciclaggio. Per un giro di affari di 30 milioni di euro, movimentati nell’arco di sei mesi, è stata scoperta dalla Polizia di Stato una truffa milionaria ai danni dell’Opera di Santa Maria del Fiore. I reati contestati nei confronti di 9 persone e diverse società: emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio. Tutto è partito da una denuncia presentata dall’Opera di Santa Maria del Fiore Onlus che si occupa della tutela, della promozione e della valorizzazione di monumenti di interesse religioso, storico e culturale della città di Firenze. La Onlus, a causa di una commessa assegnata ad un’impresa privata per i lavori di restauro e conservazione, è stata indotta, attraverso il modello di truffa noto come “man in the middle” o “business e-mail compromise”, a effettuare i bonifici di pagamento di lavori pari a 1.785.000 euro a favore di un conto corrente fittiziamente intestato. Così i truffatori hanno sottratto 1,4 milioni di euro alla onlus Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze. A Milano, invece, speculazione edilizia. La GdF ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip Mattia Fiorentini, di un cantiere “Unico Brera” in via Anfiteatro 7, in centro città, dove è in corso la realizzazione due edifici residenziali. Gli indagati, in tutto 27, sono accusati, a vario titolo, di falso ideologico, lottizzazione abusiva e falso in segnalazione certificata di inizio attività. Assente persino la certificazione antincendio. Al centro dell’indagine, infatti, la realizzazione di due palazzi di quattro e undici piani, definita come «ristrutturazione» edilizia che però riguarda un’area che, nel 2006, ha subito una demolizione. I pm, infatti, contestano la nozione di “ristrutturazione” al posto di “nuova costruzione”. Infatti, il progetto prevede la ricostruzione di due ruderi settecenteschi, demoliti nel 2006, in una torre di 11 piani per oltre 34 metri, 27 appartamenti e 45 potenziali abitanti. Progetto che, in passato, aveva suscitato la rabbia dei residenti con ricorsi a Tar Lombardia e Consiglio di Stato. I Pm hanno contestato «intrecci di violazioni al limite dell’inestricabile», «macroscopiche distorsioni», procedure «alterate», strane «varianti». Il peggio è che si tratta di una truffa che dura da 15 anni e che coinvolge costruttori, progettisti, ex dirigenti del settore urbanistica e membri della precedente commissione per il Paesaggio. Persino un notaio.