Tra quelle che impiegano dieci o più dipendenti, il 20% l’ha utilizzata «per condurre la propria attività»
Cresce sensibilmente la quota delle imprese europee che ha usato l’Intelligenza artificiale «per condurre la propria attività». Lo rende noto l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, confermando una tendenza in corso da almeno un paio di anni. Spulciando i dati, che riguardano esclusivamente le aziende che impiegano dieci o più dipendenti, emerge che nel 2025 il 20% delle imprese ha utilizzato tecnologie di IA. Una percentuale in forte aumento rispetto all’anno precedente, quando la stessa quota si era fermata al 13,5%. Allargando l’orizzonte temporale, poi, la crescente diffusione dell’Intelligenza artificiale diventa ancora più evidente: rispetto al 2021 e al 2023 l’incremento è stato del 5,8% e del 5,4%. Esistono forti differenze a livello territoriale, ovviamente: in Danimarca (42,0%), Finlandia (37,8%) e Svezia (35%) sono state registrate le quote più elevate. «All’altra estremità c’erano Romania (5,2%), Polonia (8,4%) e Bulgaria (8,5%)», aggiunge l’Eurostat, osservando che «quasi tutti i paesi dell’Ue» hanno registrato un aumento su base annua. Da segnalare i casi danese (+14,5%), finlandese (+13,5%) e lituano (12,5%) dove gli incrementi sono stati i più marcati. L’Intelligenza artificiale consente diversi utilizzi. L’analisi della lingua scritta è stato quello «più comune» tra le imprese europee (11,8%). A seguire l’uso dell’Intelligenza artificiale per la generazione di immagini, video, suoni/audio (9,5%), linguaggio scritto o parlato (8,8%) e per convertire il linguaggio parlato in un formato leggibile dalla macchina (7,2%).