I ministri Zangrillo, Valditara e Schillaci spingono sul rapido rinnovo dei Ccnl 2025-2027
Neanche il tempo di chiudere la partita sulle scadenze arretrate, che il ministro per la pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, rilancia, confermando la volontà del governo di arrivare ad una veloce definizione dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. Nonostante l’opposizione, spesso in solitario della Cgil, che oggi, peraltro, lamenta la mancata convocazione ai tavoli di confronto di secondo livello, in questi mesi sono state sottoscritte le intese per il triennio 2022-2024. Le risorse stanziate, come ricordato dalle federazioni di categoria di Cisl, Ugl e altre sigle, hanno permesso di recuperare in parte il potere d’acquisto degli stipendi, fortemente sotto pressione soprattutto fra il 2021 e il 2022. Il rinnovo del triennio 2025-2027 permetterebbe di recuperare ulteriore gap. Entro un paio di settimane, dovrebbe arrivare la proposta dell’Aran, considerando che sono a disposizione, fra risorse nazionali e le altre messe in campo da comuni e regioni, quasi dieci miliardi di euro, il tutto senza considerare cosa è previsto all’interno del disegno di legge di bilancio, in corso di approvazione in Parlamento. Sul tema dei rinnovi contrattuali sono intervenuti anche i ministri dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, e della salute, Orazio Schillaci. Fra le ipotesi allo studio, vi è quella di anticipare il rinnovo economico con più tempo per la parte normativa.